INTELLETTUALI IN VACANZA? no grazie! (Canevacci docet) Agosto 4, 2006
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Mork chiama Orson, rispondi Orson
Rientro alla base…..giornata prolifica.
Mi sovviene giust’appunto una citazione di Marcel Proust: “…écrire un roman ou en vivre un, n’est pas du tout la même chose, quoi qu’on dise.
Et pourtant notre vie n’est pas séparée de nos oeuvres”.
Non so cosa cazzo c’entra co sto post ma almeno non deludo i lettori piu’ esigenti alla ricerca di globuli di intellettualita’ dissimulata.
Per gli altri ecco la sintesi della giornata:
- pagode a randello: donne donne e donne comunque. La sensazione e che il sesso “altro” ha preso le redini della citta’. Dall’economia alle funzioni religiose gli uomini appaiono orpelli sottomessi alla stringente manovalanza.
- laghi con pagode: come un attento commentatore indicava, nelle vicinanze dell’albergo si staglia un grande lago che vive la sua artificialita’ in quanto un tempo fu ansa del grande fiume rosso che attraversa la citta’. Un volta imbrigliato ha assunto le sembianze del noto laghetto dell’Eur. Senza canoe. Nel mezzo del suddetto lago due isolotti. La leggenda vuole che un giovane condottiero vietnamita (il primo della lunga serie che porta direttamente al subcomandante Giap) trovo’ nel lago una spada d’oro con la quale guido’ le truppe viet contro l’invasore mongolo, sconfiggendolo. Divenuto successivamente imperatore, passeggiando lungo le rive del laghetto dell’Eur incontro’ una gigantesca tartaruga che spuntava dalle acque. Lo guardo’ storto e senza di’ na parola je s’e’ fatto la spada che reimmergendosi si e’ portata nelle profondita’ del lago. Al riguardo i sommi redattori della notoria guida Gringa (che per gli amici si sottolinea sta prendendo il posto dei criticalmassoni nel classificone dei rancori) fanno notare che non sono stati fatti ancora studi comparativi con la leggenda Arturiana e i connessi cavalieri amanti delle tavole rotondeggianti. Lo stimolo e’ fortissimo. Probabilmente su questo blog seguiranno approfonditi studi esegetici con risvolti comparativi.
- Mostra di architettura partecipata e sostenibile: Per pieta’ non mi si chieda come ma sono finito in una mostra avente il suddetto oggetto. Bella, ad averci capito qualcosa. Dopo almeno un ora e tante tavole a colori (bei colori pero’) ho avuto modo di relazionarmi con gli autoctoni. Lei e’ la signorina Cam Anh, studente di non so che cosa, avente il compito di aggirarsi tra i pannelli con un foglio da riempire circa non so quali statistiche. Forse il numero dei turisti che chiedevano informazioni. Di fronte alla statistica mi sono inchinato ed ho avviato il primo compito assegnatomi da un noto ricercatore precario dell’universita’ La Sapienza: cercare gruppi dei hip hop alternativo Vietnamita. Vi confesso che e’ stata un impresa ardua cercare di farle capire cosa intendevo per hip hop. Relativamente alla locuzione “alternativo” e’ stato piu’ facile. Dopo essermi sentito dire che non ero un tipo da hip hop la donzella si e’ impegnata a chiedere ad amici (PIU’ GIOVANI) cosa andasse per la maggiore in materia di movimenti musicali del genere. Attendo risposte per mail. Il precario di cui sopra apprezzi.
- cibo in quantita’ oltremodo eccessive rispetto alla quantita’ di calorie bruciate. Come si fa a fermarsi davanti ad aragoste alla brace, pesce gatto cotto in foglie di banana, granchi semivivi, gamberoni in sfoglia di riso morbida e tre banane flambe’ il tutto per un prezzo inferiore al costo di un pacchetto di sigarette (in italia of course)? lo so, lo so, sono un occidentale piccolo piccolo. Ma i severissimi critici sappiano che mi sto decidendo a seguire un corso intensivo di morigeratezza e teoria della decrescita.
- in serata, dopo essermi perso e ritrovato in un posto simile a Viale Marconi (e ad aver attraversato un mercato lungo tre volte porta portese con una temperatura prossima alla fusione del metallo) non c’e’ l’ho fatta. Ne avevo visti a miliardi in giro. Mi ero ripromesso di non farlo. E invece si! mi sono messo a guardarmi in giro alla ricerca di quella specie di carozzina con bicicletta e tipo secco che pedala affannato. Speravo in un tipo aitante. Uno magari con la faccia di Gattuso. Nulla. La legge della sfiga ha salvato la mia anima. Destinato ad un lento ritorno verso il nulla (la stanchezza mi impediva di tirare fuori dallo zaino la sporca guida gringa) vagolavo per le vie di Hanoi, Vietnam, Pianeta Terra. Quando ad un tratto sento l’oramai noto scampanare dei carrozzini ciclabili. Lo guardo. Lui mi guarda. Siamo diventati fratelli in un secondo e mezzo. Io e mio fratello abbiamo fatto molta strada insieme. Gli ho chiesto di fare a cambio nel pedalare. Lui mi ha mandato affanculo. Ma con affetto. E lento pede, micio micio, ci siamo ritrovati vicino al mio albergo. Gli ho praticamente consegnato il contenuto del mio portafogli. Ci siamo abbracciati. Nel lungo abbraccio mi ha sussurrato qualcosa del tipo: “allora ci vediamo qui davanti domani mattina e facciamo un altro giro?”. Grazie fratello, lo so che non e’ businness (dirselo fa bene all’ego), ma e’ meglio che bruci qualche caloria.
Occhei, cari internauti, e’ ora de dormi’!
Fedelmente vostro, con dedizione ed accuratezza nei particolari
Nord Vietnam, Hanoi, Pianeta Terra NANO NANO!
NO. ALCUN CONSIGLIO, solo un leggero mal di testa Agosto 4, 2006
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GOOOOOOOD MOOOOORNING!
Sveglia, rincoglionimento e………. CLACSON!
rotolando fuori dalla mia splendida magione “De Luxe” cerco per circa mezzora la sala dove l’amministrazione del celeberrimo “Sunshine Hotel” usa servire la colazione ai propri amatissimi clienti.
Bene, solo ora capisco che la sceneggiatura di quel famoso film americano (che cosi’ bene e’ riuscito a sublimare la drammatica frustrazione della sconfitta) per certi aspetti ha un portato esclusivamente metaforico.
“adoro l’odore del napalm alla mattina” non era (quanto meno non solo) la deformazione psicopatologica contaminata dall’agente orange dei professoinisti dispensatori di morte su valchirie cavalcanti stelle striscianti.
Era anche una metafora.
Non riesco a trasporre in pochi tratti distintivi l’odore del caffe’ che ho bevuto stamattina.
Ma posso giurare che non e’ cosi’ distante dal napalm.
Certo ora sono sveglio ed esco. Pioggia? of course.