UNIVERSITA’ VIET Agosto 5, 2006
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Oggi e’ stato il giorno delle grandi pioggie. Ho addirittura pensato a chi vorrei con me nell’arca. Ma questa e’ un’altra storia.
Report: Tempio della cultura. Prima universita’ del Vietnam fondata da un non meglio precisato imperatore cinese (primi dominatori, peraltro mannati a casa pure questi) intorno all’anno mille. Inizialmente l’universita’, con uno spiccato orientamento votivo ad un certo Confucio, era aperta solamente ai figli delle caste nobili. Successivamente, altro imperatore cinese, intorno al 1300 dc (mi si passi l’approssimazione ma essa e’ il frutto della mia campagna di boicottaggio di una certa guida, ergo le informazioni sono state estrapolate da prospetti informativi in mandarino, chiacchere con guide in evidente stato di ebrezza/dislessia nonche’ di un certo intuito che mi caratterizza, un po’ cazzaro ma utile) ha aperto l’universita’ a tutti i ricercatori che passavano l’esame di ammissione. Insomma fratelli della precarieta’, stiamo parlando di un ope legis ante litteram. Le vostre critiche a detto strumento purtroppo si infrangono sulle pagine della storia. Infatti i nomi di coloro i quali passarono i concorsi per poter accedere alla ricerca con la prospettiva di divenire “mandarino”, sono stati incisi su ben ottantaquattro stele di pietra (incastonate sul guscio di enormi tartarughe). I loro nomi sono arrivati sino ai nostri giorni. I vostri? Oh precari dell’universita’, sulla scorta di questa mia intuizione vi propongo un nuovo fronte di battaglia politica: ope legisi si! ma con iscrizione su stele di marmo davanti al rettorato della Sapienza. Magari incastonata sul petto di un marmoreo Francesco Totti in posizione supina. Che ve ne pare? Parliamone.
Altro elemento di fondamentale importanza: nel tempio si trovano grandi specchi d’acqua dedicati agli studiosi. Infatti, al fine di aumentare il rendimento della ricerca, era consigliato a fine giornata di sostare ai margini di questi laghetti al fine di poter rinfrancare le proprie energie psicofisiche traendo grande calma e positivita’ dalle placide acque. Proposta polittica: valorizziamo la vasca quadrata davanti alla Minerva.
Dopo il tour della Kultura me so annato a fa’ un massaggio al quarto piano di un cadente edificio sito sul lato norte del laghetto vicino a casa mia. Ambiente confortevole. Ben oltre le aspettative. “Foot Massage” diceva la scritta al neon pencolante. Entro. 23 addetti si girano verso di me con un certo stupore che non lasciava presagire nulla di buono. Invece? Geniale. Poltronona da sdraio. Impacchi bollenti in ogni dove (la morte da gamberetto lesso e’ stata evitata solo dall’impianto di condizionamento che livellava la temperatura ad una soglia inferiore ai 14 gradi centrigradi). Insomma tra scrocchi che solo il legno stagionato riesce a produrre e schiaffoni dalle cosce agli alluci, me so pure addormentato (o forse era solo uno stato di incoscenza indotto dai pizzoni?). E’ stata una esperienza veramente gratificante. Peraltro e’ un settore di mercato assolutametne inesplorato in Italia. Oh precari dell’universita’, ancora a voi rivolgo il mio pensiero, ma non vi sembra un utile strategia di businness? Tanti teorici e maestri piu’ o meno cativi parlano di esodo. Fate voi, io ci penso.
Sto caldo sfragne. Questo dato empirico spiega il perche’ mi ritrovo qui, davanti a na scatola a colori (interattiva) a scrive di sabbato sera. Ah, dimenticavo. Ho un altro elemento da comunicare a un noto ricercatore (nonche’ celeberrimo conduttore di programmi radiofonici) che mi ha chiesto una indagine a 360 gradi sulla scena musicale Vietnamita. Entrando in un bar che definire tale e’ segno di una grande capacita’ immaginativa, mi sono trovato innanzi ad una gigantografia dei Bee Gees. Sembra che ci sia un recupero coatto dei barboni con la lacca che cantavano in falsetto. Altrove invece ho ascoltato per tre volte di seguito “I like Chopin”. E’ evidente la sperimentazione di un recupero del trash che da noi sembra gia’ superato. Ma in ogni caso, come vi ho gia’ ampiamente detto, le contraddizioni di questa citta’ non consentono allo scrivente di trarre delle argomentazioni conclusive al riguardo. Sono ancora in cerca.
Sunschine Hotel, Hanoi, Vietnam, Tanto sudore, Pianeta Terra NANO NANO
p.s. Forse domani prendero’ un treno per spostarmi all’estremo nord. “Sapa”, ridente villaggetto multietnico ai confini della cina.
p.p.s.
Dimenticavo, stasera cena in ristorante viet, con gruppo musicale cinese che suonava con strumenti tradizionali “o sole mio” accompagnato da una eterogenera quantita’ di astanti stranieri i quali, a loro volta, avevano seguito le indicazione di una certa guida infame e canticchiavano allegramente. Meltin’ pot patrio, e’ l’unico che digerisco. Assieme ad una robusta cena a base di pesce cucinato nella tradizione di “Hue’”.
POST INTERLOCUTORIO Agosto 5, 2006
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E’ mattino. Sveglio con il solito caffe’. Che poi ho capito non essere da bere ma solo da sniffare. Economico, collettivo ed efficace.
Prima buona notizia: mio fratello non e’ qui davanti che aspetta.
seconda buona notizia: il cielo pur essendo coperto non sembra minacciare il diluvio.
terza buona notizia: il mausoleo dello zio Ho dovrebbe essere aperto. Ho appreso che rimane chiuso per tre mesi l’anno. La chiusura e’ prevista per consentire alla salma del Timoniere indocinese un lieve ed efficace maquillage. Infatti il corpo viene mandato a villeggiare in una beauty farm Russa dove gli esperti mondiali dell’imbalsamatura riazzerano gli effetti del tempo.
Per il noto ricercatore precario: un portatile dici? vedo cosa posso fare. In mancanza andrebbe bene un pallottoliere d’oro? sebbene la tecnologia abbia un buon grado di diffusione essa convive armoniosamente con tradizione e tratti antichi. Pur avendo gia’ adocchiato magliette adeguate alle promesse fatte in tema di petit cadeaux sono rimasto affascinato da enormi bottiglie contenenti serpenti velenosi sott’aceto. Ooops spirito volevo dire. La ragazza che li vendeva, apprezzando il fatto che fremessi dalla voglia di mangiare serpi, mi ha consigliato un posto a 100 km da qui che sembra essere specializzato in cucina rettile. Probabilemente ci passero’ perche’ e’ di strada per la prossima tappa: la baia di Ha Long. Miliardi (?) di isole, isolotti e scogli che vengono simbolicamente associati alle scaglie di un Drago gigantesco appennicato nella baia appunto.
Beh, mi muovo, non vorrei eccedere in grafomania. Si sa che i grafomani in vacanza stanno piu’ tempo davanti ad un video che in giro.
NANO NANO dal Vietnam del nord, Hanoi, Pianeta terra