IDRODINAMICAMENTE CORRETTO Agosto 8, 2006
Posted by otrantolab in Uncategorized.3 comments
Mork a Orson rispondi Grande Signore della Pioggia, e magari falla pure smettere per 10 minuti.
Ok, cari tutti, esco da due giorni hardboiled.
Ora ho poco tempo e daro’ solo un rapidissimo accenno per gli aficionados (pochi, ma so essere ardentemente interessati).
La baia di Halong dicevamo. Parto in bus super affollato (e per “super” intendo veramente super, al punto che la metropolitana delle otto a Termini rappresenta un viaggio businness class). 4 ore di viaggio che lungo la strada e’ divenuto una sorta di sci d’acqua. Litri di pioggia su litri di pioggia.
Arrivo in una stazione di bus davanti al molo turistico verso le isole. Veniva giu’ talmente tanta acqua che non si vedeva fuori dal finestrino. Dentro il bus ci preparano “all’apertura del portello contare fino a quattro e fuori, direzione nord, nord – est, troverete una sorta di pensilina, non vi preoccupate”. Ed invece io preoccupato lo ero. Non mi avevano addrestrato a sbarchi del genere. I passaggeri si guardavano tra loro con aria interrogativa. Si chiedevano cosa ci fosse dietro quel portello. Il nemico forse? D’un tratto arriva il momento annunciato, si spalanca il portellone, fuori il nulla. Solo acqua acqua acqua, da tutte le direzioni. “OUT OUT OUT”. Un Francese davanti a me inizia a tremare e con la foto della mamma in mano si fa coraggio, si avvicina sulla soglia del portello e…….scompare. Tocca a me, vengo tirato da un braccio, mi urlano che ci sono 10 minuti per svuotare il bus e poi potrebbero arrivare. Chi? mah, entita’ avverse suppongo. L’orecchio in fiamme: “OUT OUT OUT OOOOOUUUUUUTTTTTTTTTTTTTT!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”.
Fuori, acqua, solo acqua, cerco la bussola per trovare la direzione ma nulla………giro su me stesso tre volte. Sbatto contro un figlio di Thor alto 4 metri e mezzo. Sguardo di intesa. Eccola, la pensilinaaaaaaa. Ci tuffiamo a carpa degenerata. E nel mezzo milioni di corpi, uno sull’altro. Non era possibile capire un cazzo di come cazzo fosse possibile raggiungere un isola. Il governo, viste le condizioni meteo aveva fermato il traffico navale. Ok. Decisione rapida. Trovo un albergo e mi fermo per la notte. Ricorro alla sporca guida gringa, che ritengo essere fatta in un materiale aerospaziale di ultimissima generazione. Regge l’acqua. Trovo un taxi dopo aver camminato per circa 20 minuti in una strada senza capo ne coda. Capisce dove voglio andare. Per la strada incontriamo pozze d’acqua che ancora non capisco come mai la macchina non galleggiava. L’autista sceglie una strada secondaria. Si sale in collina. E poi? la macchina si ferma. Eccerto il pirla annava a 60 in mezzometro d’acqua. OUT OUT OUT. Sono fuori dal taxi e vedo alla mia sinistra un albergo. Entro. Che dire? SINISTRO. Enorme e scarsamente popolato. Solo dei ragazzetti in gita che cantarellavano scanzonati e firuli’ e firula’.
Entro e dormo. Cena e decido che la baia di Halong puo’ fare a meno di me, io di lei sicuramente. Sconsolato parlo con il cameriere e gli espongo l’incresciosa situazione. Mano sul cuore lui. Guarda caso conosce un autista che mi puo’ portare verso sud (dove il tempo e’ piu’ bello, infatti ora non piove): NINH BIHN. Chiedo il prezzo. Ragionevole, signori veramente ragionevole. In queste situazioni il potere di acquisto della moneta e’ utile e, alla faccia dei rigorosi esegeti del moralismo militante, ho accettato.
Sveglia e trovo sotto i miei due accompagnatori. Cordiali e gentili. Con i due nuovi fratelli ce ne siamo scesi scarrozzando, ad una velocita’ media di 60 Km orari, verso sud. Pausa pranzo e mi offrono un te’. Loro consumano un pranzo e io vorrei offrirglielo. NO. NIET. NISBA. Veramente capoccioni. Penso che nun ce un tassinaro ar monno che rifiuterebbe un pranzo pagato. Piccola annotazione: ad un certo punto incontriamo un posto di polizia. L’autista scende sui 45 km orari e li tiene per una buona mezzora. Gli chiedo perche’. Mi risponde che la polizia controlla il limite di velocita’. Si, ma a occhio! Pazzesco. Senza autovelox e dopo 30 minuti dal controllo continuava a rispettare le indicazione sulla velocita’ del tratto. Mah. Disciplina?
Ora qui e’ una fragola. Ho incontrato un giovane connazionale di MILANO (MI), tal Luca. Egli e’ partito dalla Bela Madunina munito di bicicletta e sta con essa attraversando il Vietnam. Il nostro giovane eroe e’ l’archetipo di cio’ che intendo quale opposto della militanza critical. Affatto effimero ed affatto autosuggestionato sul personaggio che potrebbe costruire intorno a se (in questo mi ricorda un noto ricercatore romano). Mi diceva che gli autoctoni ragazzi in bici quando lo vedono passare si ingarellano ed e’ costretto a tirare (conosco bene la forza compulsiva dell’ingarellamento)sudando una madonna.
Bene, magari stasera do’ un’aggiornata per dare un quadro complessivo maggiormente ricco di dettagli.
Nihn Bhinn, Vietnam Centro-Meridionale, Pianeta Terra
NANO NANO