NON POTETE CEDERE CIO’ CHE NON E’ VOSTRO Agosto 27, 2006
Posted by otrantolab in Uncategorized.4 comments
Mattinata passata al Palazzo della riunificazione. In uno stile architettonico moderno, l’edificio simbolo del governo sud vietnamita e’ rimasto assolutamente identico a come era il 30 aprile 1975. Come gia’ evidenziato (vedi post precedente), fu proprio verso questo edificio che si diressero le truppe corrazzate dell’esercito di liberazione appena entrate a Saigon. Dopo aver divelto i cancelli di ferro battuto, un soldato irruppe nel palazzo, sali’ le scale e, dal balcone del quarto piano, dispego’ la bandiera vietcong. Nella decoratissima sala delle udienze, al secondo piano, il generale Minh (quello con un cerino grosso come una quercia non propriamente in mano), capo dello stato da appena 43 ore, era in attesa con il suo consiglio dei ministri “Vi aspetto da questa mattina presto per rimettervi i poteri” disse al primo ufficiale che entro’ nella stanza. “Un passaggio di poteri e’ fuori discussione” rispose il militare. “Non potete cedere cio’ che non e’ vostro!”. Fine del discorso.
Nel 1868 (sempre citando a memoria e sempre “ha ha ha”) questo palazzo e’ stato la residenza del governatore francese della Cocincina. Quando i galli se ne andarono, vi si insedio’ il presidente sud vietnamita Ngo Dinh Diem. Mr Diem non era quello che si dice un presidente tanto amato, anzi. Nel 1962 la sua stessa aviazione (in particolare un alto ufficiale che aderi’ alla causa viet minh) bombardo’ il palazzo nel tentativo, non riuscito, di ucciderlo. L’aereo del suddetto ufficiale e’ gelosamente custodito nei giardini antistanti il palazzo. Dopo tale increscioso incidente al presidente Diem venne una leggera paranoia e fece costruire un bunker sotto terra (veramente angosciante). I lavori finirono nel 1966 ma purtroppo il presidente tanto amato venne assassinato dalle sue truppe tre anni prima.
L’interno e’ elegante ma al contempo sobrio. Non manca nulla: sale riunioni enormi, gli appartamenti presidenziali (muniti di modellini di barche, code di cavallo, zampe di elefante mozzate e la collezione completa di Topolino), la stanza da gioco (biliardino incluso), la sala proiezioni, l’eliporto, la sala da ballo e il casino’.
Nel pomeriggio mi sono portato a nord-est per visitare il quartiere cinese: Cholon. Navigando tra la marea umana ho scoperto un posto assurdo. La piu’ grande china town del mondo (dopo Pechino). Occupanti per mille anni prima e marginalizzati poi, i cinesi sono lentamente ritornati per fare businnes. Nel groviglio bio meccanico (uomo-motorino) sono entrato nel mercato coperto di Binh Tay. Tre piani, mezzanini e ballatoio che circonda l’intero edificio: un dedalo infinito dove non esiste centimetroquadro utilizzato o abitato. Si trova di tutto. Per i tre quarti del cibo (quantomeno presumo essere tale) non sono stato in grado di dare una minima definizione. Bambini portavano al guinzaglio granchi giganti, i quali storditi e confusi abbaiavano al suono dei tamburi di rame fatti vibrare da un vecchio sul quale inciampava una cicciona che portava vasi con piante semicarnivore attratte dalla carne di serpente appesa ad una feritoria ad essiccare. Intorno oggetti e persone roteavano. Che meraviglia. Come vedere un film all’interno di una lavatrice.
Per oggi e’ piu’ meno tutto, a domani.
H.C.M.C., Vietnam Meridionale, Pianeta Terra
Nano Nano