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MENO DUE Agosto 30, 2006

Posted by otrantolab in Uncategorized.
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Allora, mattina interrata come formiche.

CU CHI: nei pressi di  H.C.M.C. dal ‘60 al ‘75 (anche se una parte e’ preesistente ed utilizzata  nel conflitto contro i francesi) e’ stata scavata una infinita rete di cunicoli sotterranei distesa su ben 200 km. Gli scavatori erano dotati di un cestino in paglia e di una specie di paletta. Giorno dopo giorno e notte dopo notte hanno ricreato una citta’ sotterranea sino alle porte di Saigon. Quest’area dal 1970 e’ stata dichiarata “zona di fuoco libero” ovvero tutti, ma proprio tutti, quelli che rientravano da una missione erano tenuti a scaricare qui le munizioni rimanenti (bombe/napalm/defolianti di varia natura). Si poteva sparare su  tutto cio’ che si muoveva. Loro stavano sei metri sotto terra. Tre livelli. Cucina, dormitori, ospedale munito di sala parto (ho conosciuto una tipa nata del dedalo) e  sale riunioni. Raccoglievano le bombe inesplose e le riciclavano per farne mine anticarro. Progettavano e costruivano trappole medioevali con lance e corde. Cosi’ il Viet Minh ha piegato per la prima volta nella storia il ciclope coi jeans (nulla di personale contro il capo di abbigliamento).

I cunicoli sfruttavano per l’aereazione i numerosi nidi di termiti presenti sul terreno, dall’interno vi piantavano del bambu’ in modo tale da poterli rendere sia invisibili che protetti dalla pioggia.

Gli ingressi erano minuscoli, immaginate due libri in economica einaudi uno a fianco all’altro. Questo e’ un tipico esempio di come si trasforma una debolezza in un punto di forza: I Viet erano pelle e ossa perche’ malnutriti. Una evidente inferiorita’ fisica rispetto ai ragazzotti cresciuti a bistecche e’ stata tramutata in un vantaggio scavando passaggi ed ingressi strettissimi. Cio’ impediva ai cosidetti rat hunters (cosidetti dai gringos stessi of course) di gironzolare allegramente nei sotterranei della rete. La forza e’ relativa. Sembra essere una conferma empirica di come (filosofeggiando per banalita’  sulla scorta di una qualche rivista divulgativa a fascicoli acquistata in edicola) le specificita’ e le differenze siano tutte  assolutamente neutrali, prive di una determinata attribuzione valoriale. Dipende da come vengono usate/contestualizzate se si tramutano in forza/valore o in debolezza/dispersione.

La guida ci ha offerto un breve passaggio in uno di questi cunicoli. Ci dice “solo 10 metri”. Mi dico “solo 10 metri!”. Beh sono stati i dieci metri piu’ lunghi della mia vita. Strettissimo, per avanzare ho provato a stare accucciato (come nelle foto antistanti l’ingresso) ma ben presto mi sono spalmato a carponi. Mancava l’aria. La luce andava e veniva. Insomma vi assicuro che e’ una roba da far venire la claustrofobia pure a uno speleologo. Eravamo incolonnati e davanti a me uno stronzo di spagnolo si fermava ogni cinque secondi per autofotografarsi nel buio. Chissa’ cosa esprimeva la mia faccia nella foto. Il caldo aumentava. Dietro di me una signora Taiwanese sui 50 incominciava a chiedere se qualcuno aveva una cardio aspirina. Il tunnel non era dritto, ogni due metri una curva ad angolo retto. Perche’? Boh!

Curva – fotografia – cardioaspirina – curva e alla fine luce fu!

Fuori cucina da campo in stile vietcong del ‘75, magiato patate lesse  in stile vietcong del ‘75 e bevuto the verde del medesimo stile ed anno.

A 50 metri un poligono: poveri coglioni possono affittare un Ak 47 o un M (nun me ricordo il numero) e rivivere l’ebbrezza del conflitto. Peccato che il realismo del napalm non gli bruci appena appena il culo terminata l’esercitazione (nulla di grave, solo una leggera sfiammatella). Potrebbe aggiungere un non so che di Vietnam del ‘75 ai turisti in cerca di emozioni forti.  

Ora sono in citta’. Assalito dalla solita pioggia mi sono rifugiato in un punto informatizzato.

A domani

H.C.M.C., Vietnam Meridionale, Pianeta Terra

Nano Nano