PAROLE PAROLE PAROLE, SOLTANTO PAROLE, PAROLE TRA NOI… Agosto 25, 2006
Posted by otrantolab in Uncategorized.1 comment so far
HO CHI MINH CITY, eccomi arrivato.
Tanto per tenervi aggiornato sui campionamenti musicali che mi capita di registrare, nel pulman che mi ha condotto a destinazione ho avuto la fortuna di ascoltare il capolavoro di Mina e Alberto Lupo donato al mondo nell’oramai lontano 1971. In versione maschile. In Vietnamita. Veramente E C C E Z Z I U N A L E !!!!!! Se riesco ad impossessarmi di una copia sono sicuro che diventera’ un tormentone in Italia. Peraltro, dopo la Rossi, ne devo dedurre che i tenaci abitanti di queste terre sono assai legati al verbo nonche’ all’atto comunicativo in genere. Non mi dovrei stupire. Infatti ho gia’ profuso utilissime informazioni sull’uso del clacson. La “parola”, come il clacson, ci indica la fame relazionale di questo paese che sta cercando in ogni modo di trovare un alternativa “alta” tra la burocrazia post sovietizzante e l’avversione (a volte, vi assicuro, inconscia) del neolibersimo in salsa tigrata. Nuovi cicli di lotta si stagliano all’orizzonte e la moltitudine vietnamita sta affinando le armi della comunicazione quale tavola da surf per praticare in termini massivi il glorioso esodo verso forme sperimentali di autorganizzazione dal basso di una societa’ altra. Da questo lembo di Asia ne vedremo delle belle.
H.C.M.C. (questo e’ l’acronimo comunemente utilizzato) e’ una citta’ rizomatica. Caotica. Enorme. Macchine, luci, suoni e motorini sono un’unica identita’. Immerso in questo pastone semi liquido ti lasci trasportare. La meta la decide sempre la citta’. Certo, suggerimenti sono bene accetti. Ma in quanto tali soventemente disattesi. Tagliolini in brodo questa sera. Zuppa nazional popolare chiamata PHO (si pronuncia FO, l’ho capito solo dopo 25 giorni). Calda, ma veramente calda, rende uniforme la temperatura esterna con quella interna. Tale equilibrio consente di sperimentare curiose percezioni di atermicita’. Prossimo esperimento: bere un The bollente alle 14 a Capocotta in mezzo alla fauna che la abita. Sono sicuro che non saro’ cosi’ piu’ costretto ad immergermi negli stafilococchi refrigeranti. Alla faccia delle industrie farmaceutiche che si sollazzano innanzi ad ogni meravigliosa dermatite.
Cari tutti, che dire, sono appena arrivato ma mi sento gia’ a casa. La natura semi incontaminata delle spiaggie biancastre stava incominciando a darmi sui nervi. Alla fine la natura e’ sempre la natura. Dopo un po’ rompe i coglioni. O forse la natura non c’entra nulla, e’ solo colpa di quegli sboroni occidentali che si fanno le mesh e automaticamente gli viene il ghiribizzo di fare Kite Surf, la mutanda al vento di cui parlavo nel post precedente. Magari bucarla fosse cosi’ facile come per il pallone o i bonghi. Mi fanno quasi rimpiangere i critical massoni.
Che dire di piu’?
Domani vado in escursione e sono sicuro che qualche dettaglio assolutamente inutile riusciro’ a scovarlo.
Da H.C.M.C., Vietnam Merdionale, Pianeta Terra
NANO NANO
DAMMI TRE PAROLE…. Agosto 24, 2006
Posted by otrantolab in Uncategorized.3 comments
Pazzesco, in fatto di musica non si puo’ certo dire che la popolazione locale ha un palato finissimo. Almento per quanto riguarda la selezione di musica occidentale che capita di ascoltare nei luoghi pubblici. La Rossi spopolava (notavo un leggero battito di piedi degli occasionali avventori) in un baretto sperduto nel nulla.
Come anticipato oggi ho affittato il motorino e mi sono recato alle dune bianche e rosse nei pressi di Mui Ne. Imponenti distese di sabbia finissima. Appena arrivato sono stato accolto da un crocchio di mocciosi molto simpatici. Hanno preso un pezzo di plastica munito di corda e si sono offerti di farmi da guida. Nel mezzo di una pinetina si sono fermati e mi hanno spiegato che inconsapevolmente avevo affittato uno slittino da sabbia(ndr il pezzo di plastica) chiedendomi il relativo canone. Ho cosi’ raggiunto il sinai verso le 13 ora locale. Un caldo bestia. Arrivati al punto piu’ altro, circa una trentina di metri, i giovani mi fanno capire che e’ il posto migliore ove sperimentare le prodezze stilistiche che il mezzo consente. Mi dicono di lanciarmi di testa. Sara’ stato il caldo ma gli ho dato retta. Non ho capito bene cosa e’ successo, sono piombato giu’ a slavina ritrovandomi in fondo al dirupo con la bocca ricolma di arena. Sulla scorta dei pareri raccolti a posteriori, avrei omesso di rialzare con la cordicella la parte anteriore della slitta. Mi sono cosi’ impuntato, di slitta e di testa. La gravita’ ha fatto il resto.
Successivamente sono stato sfidato dai giovani ad un gioco di abilita’. Ci si siede con dei legni difronte. Si lancia in aria un sasso e nell’arco temporale della traiettoria del bolide si raccoglie un legno alla volta. Credo che una roba simile sia diffusa anche in Italia. Sembra una cazzata. Provateci e vedrete.
Mi sono rimesso in marcia ed ho raggiunto le dune virate di rosso. Veramente belle. Una roba che richiama fortemente il notissimo film di Lynch.
Cio’ detto domani mi muvo verso Ho Chi Minh City, inziando lo Show Down per il rientro.
Da Mui Ne, Vietnam Meridionale, Pianeta Terra
Nano Nano
SVACCO Agosto 23, 2006
Posted by otrantolab in Uncategorized.2 comments
Uela’
Francamente sto scrivendo con la netta sensazione di non avere nulla da dire.
Le giornate trascorrono molli tra un bagno ed una spremuta di mango. La piu’ grande preoccupazione consiste nel pulire con attenzione le lenti degli occhiali da sole appannate dalla salsedine. Altrimenti leggere risulta difficile.
Ah, ecco la mirabile avventura che vi posso raccontare: verso le 15 decido che e’ ora di prendere una iniziativa che sia una e mi predispongo psicologicamente a fare una passeggiata lungo la spiaggia. Dovete sapere che qui i pescatori usano lasciare ormeggiata la barca ad una buona distanza dalla riva. Per raggiungerla nonche’ per depositare e ritirare le reti, usano un curioso “tender”, una specie di insalatiera di paglia intrecciata. La navigazione e’ consentita da un solo remo che viene agito per torsione (e’ na roba complicata ma appena posso scarico foto delucidative). Insomma mi ritrovo micio micio sulla battigia quando dei pescatori mi chiamano e dopo un quarto d’ora capisco che mi stanno chiedendo un aiuto per issare 4 scodelle su di una piattaforma di legno. Ecco, se fossero state di marmo sarebbe stata una operazione piu’ agevole. Ci sono rimasto schiacciato sotto tre volte. Ho fatto veramente una figura di merda. Ridevano tutti, comprese le gentil donzelle che di fianco riparavano le reti. Con l’ego affranto sono andato alla ricerca di un granchio bollito, le cui proprieta’ rinfrancanti non sono state ancora esplorate del tutto.
A parte sta cazzata non saprei cosa aggiungere. Il vento e’ piuttosto forte e le onde rendono il posto assolutamente allettante per i seguaci di quello sport immondo che e’ il Kite surf. Con tanto di istruttore californiano biondo, tutti offrono corsi per utilizzare sta mutanda al vento con tavola da stiro sotto i piedi. Io nel frattempo sto cercando di convertire le giovani speranze del luogo alla nobile arte delle biglie da spiaggia. Purtroppo non sono stato in grado di reperire gli strumenti di precisione in plastica con ciclista incorporato. Me la sto cavando con dei semi marroni semi sferici.
Sempre in relazione alle suddette giovani speranze, ho assistito ad una partita di calcio sulla spiaggia. Ben 26 giocatori contro 26. Una bolgia assurda. Pero’ e’ da sottolineare come molti fossero dotati di piedi veramente eccellenti. Ho la netta sensazione che il calcio Vietnamita possa esprimere dei grandi giocatori. Tale sensazione mi e’ stata confermata da una serie di partite viste in TI VI (Dong Thap - Halida Thanh Hoa nonche’ Hanoi ACB – Saigon Port), veramente un gran bel giuoco (vi consiglio il seguente sito: www.vff.org.vn ). Qualora mi leggesse il Sig. Prade’ (per cui provo una stima veramente poco rilevante) consiglio vivamente un viaggetto da queste parti. Ora che Montella e’ nella sua fase post matura ci potrebbe servire un furetto in attacco. Ecco un ottimo centravanti: Mr KHOA THANH che gioca nello PISICO Binh Dinh. Un vero campione !!!!!!!!!!!! 24 anni, 1 e 63 cm di potenza e rapidita’, sguardo sicuro, sorriso stampato in faccia come il noto fantasista sud americano. Calcia con precisione sia di destro che di sinistro. Ama il cucchiaio e ha piu’ volte dichiarato alla stampa che il suo sogno e’ venire a giocare nella Capitale al cospetto di Francesco.
Ve lo presento:
A Prade’ datte na mossa. Ma subito!
Domani penso di affittare il motorello e andare alla ricerca di alcune dune piuttosto famose da queste parti.
NANO NANO
TRA LA VIA EMILIA E LA VIA “LE LOI” Agosto 22, 2006
Posted by otrantolab in Uncategorized.add a comment
Ciao Orson, ciao eventuali annoiati lettori di passaggio,
La Graaaaande preparazione per la partenza da Hoi An era prevista per le 18.
Durante la sosta in questa ridente cittadina il mio carico si e’ grandemente espanso. Ora giro con zaino, zainetto e una casa di mattoni con le rotelle. Ci ho fatto aggiungere anche un gazebo per la pioggia nonche’ un pratico barbacue. Insomma attendo davanti all’albergo, sito appunto in Via Le Loi (onnipresente in ogni dove vi sia un agglomerato con piu’ di quattro baracche, dedicata al celebre condottiero di cui ho profuso utilissime informazioni in uno dei primi post), appena 2 ore. Ad una certa passa un tipo in lambretta che mi dice di aspettare all’angolo del suddetto boulevard. Sposto i tre quintali rotanti. Arrivo all’angolo. Inizia a piovere a strafottere. Aspetto altre due ore. D’un tratto, come avvolto di un alone glittered, percepisco la mistica apparizione. Bus del 1983. Cigolante. Il retro aperto per far prendere aria al motore. Entro, tutto pieno! Unico posto libero, il confort piu’ assoluto: sedile sulla ruota posteriore destra che consente una dolce posizione fetale. Lievemente, trascorrono cosi’ 14 ore. L’autista soffriva di un diffuso (qui in vietnam) dismorfismo al rachide della mano destra per cui il pollice non poteva che rimanere premuto sul clacson. 14 ore di “PEEEEEEEEEEEEeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee”. Durante il tragitto notturno si lambiscono le alture che circondano la nota “Dalat”, celeberrima localita’ montana dove gli autoctoni usano recarsi in luna di miele. Strade strette. Sorpassi costanti. Sulla destra c’era sempre qualche Tir che affogava le marce arrancando in salita. Ho preferito tentare di perdere i sensi. Ma la circolazione bloccata e la conseguente assenza di irrogazione sanguigna del cerebro, non ha sortito l’effetto sperato. Ergo: veglia lucida.
Arrivo: Nha Trangh (o una roba simile). Sognavo una dolce localita’ balneare distesa sonnecchiosa su di una baia. Mi ritrovo invece in un mega abuso edilizio (se ci fosse stata una qualche regolamentazione a monte) che richiama fortemente Ha Long City (la baia dei porci in cui ho assistito alle prove generali del Diluvio universale per il settore sud-est asiatico) da 2 milioni e mezzo de abitanti. La risposta emotiva e’ stata fortissima. Puro Flashback.
DIGRESSIONE n.1: In Vietnam non esiste lembo di terra non utilizzato. Coltivazione o pascolo: c’e’ sempre una sorta di continuita’ dell’abitato. Baracche in lamiera, costruzioni cementificate oppure le classiche case di bambu’ e foglie. Operosi come formiche sono sempre all’opra china, sembra quasi a qualsiasi ora del giorno o della notte.
DIGRESSIONE n. 2: mi sono dimenticato di parlarvi di Kim. Un vero soggetto: gestisce un ristorante a HOI An, “IL CAFE’ DES AMI’”. Il cervello completamente bruciato per Brassens (infatti il locale e’ tappezzato di foto del noto cantautore transalpino). Aria da marpione navigato ti accoglie facendoti capire che e’ un grande Chef (dice di aver girato l’europa) e ai grandi chef non e’ consentito nutrire risentimenti di alcun tipo verso la cultura che ti ha portato con la corrente del mare qualche decina di anni di colonizzazione. Ti serve il cibo, lo tagliuzza come dice lui (ad esempio porta del wonton cinese, gli chiedi “e’ wonton?” risponde “no!” poi aggiunge una salsina e dice “ecco ora e’ wonton !”) e aspetta con uno sguardo febbrile che porti alla bocca la prima cucchiaiata. Mastichi. Alzi lo sguardo e lui, con un sorriso imbarazzante, ti invita ad applaudire. Non so se si tratta di autosuggestione ma il cibo mi e’ parso veramente buonissimo. Fosse anche suggestione ora so che funziona. Invito chiunque voglia farne tesoro ad appropriarsi di tali tecniche psicodinamiche. Potrebbero tornare utili anche ai precari. Pensate al callcenterista: risponde al telefono dice le sue cosette e, terminata la conversazione, si gira verso il capetto con un sorriso smagliante invitandolo all’applauso, “un opera d’arte sta’ telefonata, nevvero?”. Successo assicurato assieme al contratto a tempo indeterminato.
Forte della esperienza fatta per fare esodo dalla baia dei porci, ho sequestrato un tassinaro (a proposito, durante questo viaggio ho nutrito una forte solidarieta’ per i professionisti dello scorazzo motorizzato e, a tal proposito, consiglio a tutti la recensione del saggio sui taxi neviorchesi proposta del mio mentore SALGALALUNA il cui link lo trovate nascosto qui a fianco) e gli ho offerto una somma pari a 20 euri per fuggire insieme verso lidi dal sapore meno Corviali. Lui ha accettato di buon grado asserendo che per quella cifra mi avrebbe portato anche in Italia. Ed ecco che decido la prossima tappa, Mui Ne! 5 ore de Tacchisi. Arrivo sfranto come un podista cor bypass. Ma arrivo. Altra grande baia. Ma in questo caso tutto l’agglomerato si estende su di unica strada (che stranamente non si chiama Le Loi….ma se cerco scommetto che la trovo, foss’anche un vicolo). Decisamente meglio. Affamato di ristoro, cerco una location confortevole e trovo una specie di “Resort”. Mi sono piazzato in un bungalow munito di tutti i conforts situato proprio sulla spiaggia. Vi giuro che non ce la facevo proprio piu’. Francamente riposante anche se fuori dagli standards politically correct (ma a proposito quali sono? se ne esistono cedo volentieri il testimone alla rettitudine di chi se ne fa alfiere, con i migliori auguri per il suo ego e per la vacuita’ delle scelte puramente estetiche). Cari amici vicini e lontani, il pesce mi aspetta sfrigolante. Penso che spendero’ altri due o tre giorni a fancazzare. Poi sara’ la volta di Ho Chi Minh City. L’ultima tappa.
Da MUI NE, Vietnam meridionale, Pianeta Terra
NANO NANO
O SOLE MIOOOOO Agosto 20, 2006
Posted by otrantolab in Uncategorized.4 comments
Come avrete notato e’un po’ che non vi tartasso con i miei post. Innanzi tutto vi riporto quanto scritto l”ultimo giorno ad Hue’ (salvato e non pubblicato):
“Grazie Orson, mattinata eccellente. Fa nulla per il pomeriggio con pinne e boccaglio.
La giornata ha preso inizio con un giro in motobike con il mio grande amico THANG, figlio del proprietario della Guest House dove mi onoro di risiedere. Direzione: le grandi tombe degli imperatori viet dalla meta’ del settecento in poi.
Durante il viaggio ho carpito le seguenti essenziali informazioni che vi riporto:
- “THANG” sta per vittoria. Il giovane e’ venuto al mondo nel 1975. In quell’anno un esercito occupante ha fatto definitivamente le valigie. Come ho gia’ avuto modo di evidenziare il padre ha combattuto contro gli americani. In quell’anno deve aver trovato propizio un nome di tal fatta.
- L’amico mi ha portato al liceo dove il generale Giap ha studiato e dove ha accuratamente lucidato le proprie asce (di guerra) che a tempo debito ha provveduto a disseppellire. Al riguardo mi ha detto che sebbene 95enne se la passa benissimo. Vive ad Hanoi e, quando serve, si incazza ancora. In particolare mi ha raccontato di una visita che il compagnero Chavez gli ha fatto pochi mesi fa. Sembra che il Nostro abbia spiegato al Presidente qualche importante cosuccia su come va il mondo.
Per quanto riguarda la pacchianeria mastodontica delle tombe non ho molto da dire. Alcune davvero impressionanti. Particolarmente bello mi e’ sembrato il mausoleo di un imperatore (il nome non mi sovviene) che scelse di vivere li’ in attesa del de profundis. La sottile malinconia sottesa a tale gesto sembra debba essere ricondotta al fatto che non poteva avere figli, nonostante fosse circondato da ben 120 mogli. Raffinato poeta, spendeva le sue giornate su un’ascetica pagoda nel mezzo di un laghetto artificiale.”
Tornando all’oggi, sono quattro giorni che mi sono incagliato in puro stile fancazzista a HOI AN. Lussurreggiante cittadina balneare(straturistica) del centro sud. Nota per i tessuti e le botteghe sartoriali. Un vestito su misura ha dei costi assolutamente ridicoli. La mattina si prendono le misure, la sera si fa un controllo e la mattina successiva avviene la consegna. Pero’, eggia’ c’e’ un pero’, la rapidita’ ha un costo umano. La gente che ci lavora fruisce di un riposo AL MESE e lavora per un monte non inferiore alle 14 giornaliere ed un reddito di circa 200 euro mensili. E’ pur vero che non esiste lavoro minorile. Magra consolazione. Si sa che il lavoro nobilita, quando non ammazza (e cio’ capita molto piu’ frequentemente del rafforzamento interiore).
Spiaggia meravigliosa. Enorme, bianca con palmizi di serie. Effettivamente, come un amico mi aveva gia’ accennato, il mare non e’ azzurro caraibi ma richiama piuttosto un certo verdognolo chiaro. In ogni caso del tutto godibile.
Sulla spiaggia ogni 36 secondi passa una donna/ragazza che offre frutta o massaggi.
Cosi’ ho fatto la conoscenza di Misa. 23 anni. E’ rimasta incinta 3 anni fa e, come si usa anche qui, si e’ sposata. Il marito lavorava in una manifattura tessile ma lo scorso anno ha perso la mano destra (da noi si chiama incidente sul lavoro, qui solo incidente). Lei si e’ indebitata all’inverosimile per l’assistenza sanitaria necessaria (come gia’ accennato dal 1995 l’iperliberismo ha fatto carne di porco delle forme di welfeare piu’ basilari). Il governo le ha garantito un sussidio per 4 mesi e poi le ha consigliato di approfittare delle magnifiche sorti e progressive del libero mercato. Il marito non riesce a trovare lavoro. Lei e’ “sotto padrone”. Il capo compra la frutta, lei la vende e ci ricava il 30 per cento. A fine mese? Beh, mediamente racimola 60 euro. Ma quanto costa la vita per una autoctona nata e vissuta in riva al mare? Mi ha spiegato che un pesce sufficiente per un pasto individuale costa circa 1 euro e mezzo (piu’ il riso ovviamente). Visto che deve dar da mangiare anche al figlio e al marito, spende circa 8 – 9 euro al giorno. Capite anche voi che la matematica non e’ dalla sua parte. Vive nella casa di famiglia del marito (35 mq). Tre stanze: una per la madre di lui, una per lei/marito/bambino, e una per il genero. Sogna. Vorrebbe mettere da parte i soldi per comprare un piccolo carrello per vendere vicino alla spiaggia generi alimentari ai turisti e far cosi’ lavorare il marito. Con tenerezza lo chiama negozio. Anche avendo i soldi il governo le ha detto che le licenze sono sospese perche’ ci sono troppi ambulanti.
Sta seguendo un corso serale giornaliero di inglese. Vorrebbe andare a lavorare in un albergo. Reception preclusa perche’ non ha fatto il liceo. Il massimo a cui puo’ aspirare e’ quindi la lavanderia. Anche qui c’e’ un “pero’”: sia in spiaggia che in albergo si lavora per 15 ore al giorno, ma la differenza e’ che se in spiaggia ti puoi fermare un poco per riposarti nelle magioni a pagamento cio’ non e’ minimamente previsto.
Di queste storie ne senti e ne leggi in ogni dove da quando nasci (peraltro ben piu’ drammatiche di quella appena raccontata). Se hai la fortuna di avere pezzi di te non (completamente) atrofizzati ne soffri anche (a corrente alternata, preso dai tuoi cazzi). Ma quando la storia diventa una faccia, uno sguardo, gesti e voce, beh entri in un’altra dimensione. Lo stomaco va in fiamme. Io non so davvero piu’ se un altro mondo e’ realmente possibile. Certo e’ che bisogna verificarlo in grande fretta.
Hoi An, Vietnam centro meridionale, Pianeta Terra
Nano nano.
JUST DANCING IN THE RAIN Agosto 14, 2006
Posted by otrantolab in Uncategorized.4 comments
Orson, sono Mork, minchia, 5 minuti di sole no eh?
Francamente non so che dire. Comunita’ internauta de tutta la rete, io non ho mai visto tutta sta pioggia. Esasperato stamattina mi sono avventurato sino alle mura dell’antica citta’ imperiale. Di primo acchitto era simile ai resti di Atlantide. Almeno per come me la immagino io. Acqua!
Due informazioni: la citta’ imperiale fu cotruita intorno ai primi dell’ottocento. Essa e’ costituita da una prima recinzione aperta comunque alla popolazione e da una seconda recinzione: la citta’ proibita. Con un filino di manie di grandezza l’imperatore ha imitato le citta’ imperiali cinesi mutuando la logica architettonica geomantica. Vari ingressi. Uno per l’imperatore, uno per la regina, uno per il figliuzzo prediletto e, da ultimo, l’ingresso per l’esercito e gli uomini di corte. Vi dico subito che quello che ho visto e’ stato assolutamente viziato dal fatto che non mi ero portato gli occhialini da piscina. E io non sono abituato a nuotare senza. In ogni caso il palazzo principale, dove si tenevano le cerimonie, e’ assolutamente imponente. Si staglia un trono altissimo, che molto probabilmente suppliva alle piccole defaiance psicologiche dell’Imperatore. Insomma e’ un trono che avrebbe potuto scegliere Prince. Si sa che il noto cantante vorrebbe essere un filino piu’ alto. Dopo di che grandi spazi dove si immaginano le strutture oggi completamente andate perdute. Perche’?
Nel ‘58 l’esercito del sud e un contingente d’appoggio americano (oggi si chiamano consulenti, in giacca e cravatta cercano citta’ proibite da ricostruire) stanziarono nella citta’ proibita. Le truppe nord vietnamite, con il cuore in lagrime, hanno bombardato i palazzi. Ed ora rimangono le mura perimetrali, le splendide recinzioni coloratissime (anche se credo che il viraggio sia il frutto di una serie di recenti restauri volti a evidenziare l’effetto neon) e i finimenti (intarsi, pietre e una cura maniacale per le maioliche). Bella robetta, ma poi?
Solo acqua, acqua e acqua. Certo se non ci fosse bisogno di un apposito brevetto si potrebbe andare lievemente fuori citta’ dove si trovano le spendide tombe degli imperatori (alcune richiamano l’architettura Khmer Cambogiana). Mah, domani ci provo. In ogni caso dopodomani mi risposto ancora piu’ a sud (Hoi an).
Incontro da una settimana gente che sale e che mi dice guarda a Vinh c’e’ il sole. Io vado e….. pioggia! guarda che a Hue’ c’e’ il sole. Vado e…. pioggia! di questo passo l’ufficio del turismo del partito mi ritira il permesso e mi reimbarca forzatamente al fine di proteggere la stagione turistica.
Mah, che dire? sto leggendo tanto.
Hue’, Vietnam centrale, Pianeta Terra
Nano Nano
PIOGGIA ERGO SCRIVO Agosto 13, 2006
Posted by otrantolab in Uncategorized.add a comment
Oggi piove incessamente da stamattina. Francamente mi pare assolutamente impossibile poter mettere la testa fuori dall’internet point in cui mi sono ficcato.
Di che parlare dunque?
come ben sapete Hue’ si trova al di sotto della zona smilitarizzata (per modo di dire visto che e’ una tra le aree geografiche del mondo maggiormente militarizzate) ovvero la terra di nessuno che, in corrispondenza con il 17mo parallelo divideva il Vietnam del Nord da quello del Sud.
Accenni storici:
come dicevamo, 1954 “Dien Bien Phu” con l’esercito francese sconfitto dalle truppe del subcomandante Vo Nguyen GIAP che aveva giustamente dissotterrato le proprie asce di guerra da tempo. La francia e’ costretta a sfilarsi dall’indocina e a Ginevra viene avviata la conferenza e le trattative internazionali per tentare di risolvere la questione. Gia’ prima del ‘54 il Vietnam era diviso tra un nord comunista ed un sud con un governo fantoccio filo coloniale. A ginevra si decide che le forze di liberazione avrebbero dovuto raggrupparsi al di sopra del 17mo parallelo e quelle francesi a sud, in attesa di una rapida riunificazione del paese con elezioni libere da tenersi entro il 1956. Gli accordi di Ginevra non venenro accettati ne’ dal primo ministro del Vietnam del Sud ne dagli stati uniti. Le elezioni del ‘56 non vennero mai indette. La situazione degenero’ nuovamente. Nel Vietnam del Sud entrarono armi ed equipaggiamenti americani e il presidente Kennedy nel 1962 invio’ alcuni reparti di “berretti verdi” in sostegno.
Digressione: “Teoria del Domino”. Sommariamente si puo’ dire che gli stati uniti ritenevano che se una nazione chiave in una determinata area fosse stata conquistata dai comunisti, anche le aree limitrofe sarebbero cadute come pezzi del domino. Gli stati uniti non hanno mai perso il fascino per un certo determinismo scientifico. Eisenhower affermava che “perdere la regione equivale a esporre la Thailandia, cui il Vietnam fa da cuscinetto con la Cina Rossa, all’infiltrazione o all’attacco lungo tutta la frontiera orientale; e se cade l’indocina, non sara’ minacciata solamente la Thailandia, ma anche la Birmania e la Malesia, con ulteriori rischi anche per il Pakistan orientale e l’Asia Meridionale, oltre che per tutta l’indonesia”. Insomma dal Vietnam rosso tutto il mondo si sarebbe tinto di porpora. A questa teoria aderirono nell’ordine sia Kennedy che Mr Nixon. Chomsky (leggo e riporto) la chiama ”la minaccia del buon esempio”. Guevara parlava di “Mille fuochi”.
Bene, 1964, la presa per il culo dell’incidente del Golfo del Tonchino. Le armate stelle strisciante partono alla carica.
Saltiamo 4 anni: verso l’epilogo. 1968 il generale Giap scatena l’offensica del Tet. Inimmaginabile. Grandiosa. I Vietcong attaccano ovunque da nord a sud (fino alle porte di Saigon). Stamattina parlavo con il proprietario della pensione dove risiedo che mi riportava frammenti (per quello che ho potuto capire) di racconti del padre. Mi diceva che da Hanoi scesero ad Hue’ 10.000 uomini senza farsi mai individuare dalle continue perlustrazioni americane. Una distanza di circa 350 Km. Ogni soldato aveva una scopa per coprire le proprie tracce. Ogni sosta doveva avvenire con un tronco dietro la schiena (per non essere individuati dall’alto). L’attacco venne respinto dagli americani ma l’operazione intimori’ l’avversario e indeboli’ nei confronti dell’opinione pubblica la vulgata che voleva i vietcong a pezzi. Da li’ la strada per l’offensiva finale del 1975 fu piu’ che aperta.
Spiove, magari vedo du cose, tanto per capire che c’e’ dietro le finestre de sto punto internet.
Hue’, Vietnam centrale, Pianeta Terra
Nano nano
POST DI PASSAGGIO Agosto 12, 2006
Posted by otrantolab in Uncategorized.1 comment so far
Oggi saro’ una sintesi tra Mork e Flash Gordon:
sono appena arrivato ad Hue’ dopo 7 ore de treno pe fa 300 Km. Sveglia alle 3, il treno e’ partito alle 4, arrivo alle 11:00. Che botta in testa!
Sbarcato nella storia illuminata dai fasti di un antico impero (era la capitale storica) mi sono rintanato in una pensione. La prima direi. Luci e ombre da 3 dollari al giorno. Ora me ne vado a fare una breve perlustrazione. Domani mi addentro.
Hue’, Vietnam Centrale, Pianeta Terra
Nano Nano
Esegesi delle fonti dello Zio Ho Agosto 11, 2006
Posted by otrantolab in Uncategorized.2 comments
Come anticipato, oggi visita accurata ayyotno i primi anni di vita di Ho Chi Minh, ed in particolare ho visitato:
- la capanna in paglia dove viveva con la famiglia. Tranquillo villaggio rurale di agricoltori. Vicino al suo letto ci sono ancora i libri che leggeva prima di lasciare il paese. Infatti tutti sanno che alla tenera eta’ di 18 anni parti’ per viaggiare per l’europa dove studio’ e al contempo fece mille lavori. E’ importante notare che il Nostro rientra tra i fondatori del Partito Comunista Francese intorno agli anni 20. Egli rientra in Vietnam a 40 anni e spazza via i francesi. Mi piace ricordare come dopo un prima parziale sconfitta dei Galli e dopo la seconda guerra mondiale (con la conseguente ritirata giapponese che si era insediata stabilmente nel paese) il comandante in capo delle forze di occupazione dichiaro’ con la consueta sobrieta’ imperialista: “Ora ci siamo ripresi cio’ che ci spetta di diritto”. Di tutta risposta lo Zio fonda il Fronte di Liberazione Nazionale (piu’ meno) e se ne va per fratte. Nel frattempo diffonde su tutti i quotidiani la seguente dichiarazione: “informo i Francesi che sebbene loro possono uccidere 30 dei miei per ogni occupante che io uccidero’, loro sono destinati ad una rapida e disastrosa sconfitta finale”. Poco dopo Dien Bien Phu.
- il giardino dove ha mosso i primi passi.
- l’albero’ sotto il quale ha pronunciato la prima parola
- la panca dove si sedeva quando era assalito dall’emicrania (sembra ne soffriva spesso)
- il tempio a lui dedicato. In questo sito si possono incontrare molti veterani che vengono a omaggiare li Nostro. Leggevo che lo spirito e’ assai distante dal culto della personalita’ di stampo realmente socialista. Bensi’ rientra in un ambito spirituale con influenze confuciane dove il culto per gli antenati che hanno compiuto grandi imprese e’ assai radicato.
Cio’ detto stanotte alle 4 ho un treno per Hue’ (arrivo alle 10) e ora vado perche’ in questo internet point e’ pieno di adolescenti infoiati che urlano a manetta per l’eccitazione di un gioco in rete.
Vinh, Vietnam centro settentrionale, Pianeta Terra
Nano Nano
Bel Lah Peh Teh Kah Pho Agosto 10, 2006
Posted by otrantolab in Uncategorized.add a comment
Qui Mork,
poco tempo e internet point distante 16 km a piedi dall’albergo. Ergo so senza fiato e me fanno male pure i polpastrelli.
Rapida annotazione: partenza da Ninh Bhin alle ore 9 col trenino salentino descritto ieri. Alla Stazione ci sono due tipi di biglietti: “hard” su panche di legno e, per 2 centesimi di euro di differenza, puoi accedere alle lussuosissime poltrone “soft”. Peccato che tutte le Soft erano esaurite. Rimango perplesso ma mi rassegno a passare 5 ore su una tavola. Entro in uno scompartimento anni 50, su ogni panca un ventilatore. In ogni caso un caldo Iddio. Dopo un 15 di minuti di boccheggio si avvicina un controllore con aria sorniona e mi chiede “fa caldo?”. Neanche rispondo. La pozza intorno alla panca gli aveva inzuppato le ciabatte. Sorride e mi chiede se voglio un giaciglio softy con aria super condizionata. Of course e mi preparo pagare i centesimi di differenza. Ah, affatto utili. Mi chiede una cifra pari al doppio del biglietto. Ci penso rilancio uno sconticino. Accetta e attraversiamo 3 vagoni soft assolutamente vuoti! Mi chiede dove voglio sedermi. Scelgo. Ahhhhhhhh. Insomma la morale e’ la seguente: la sconclusionata scelta riformatrice in salsa pseudo cinese (do you remember Deng Xiao Ping? iperliberismo economico e potere politico stracentralizzato nel partito e i diritti civili……beh lo sapete) incarna numerose aporie e di fronte alla determinazione pubblica del prezzo dei biglietti e a salari da fame, il governo tollera forme artistiche di integrazione salariale. Ci guadagnano tutti dal sovrapprezzo “soft”. Dalle bigliettaie alle stazioni ai controllori.
Comunque ora sono a Vinh, posticino del tutto fuori dalle rotte standard dei turisti (la Lonley gli dedica du righe).
Domani vado in fervida deferenza alla dimora del giovane Zio Ho. E magari faccio un salto al museo dedicato al piu’ grande poeta/scrittore viet: Nguyen Du. Celebre il suo famosissimo romanzo epico “Kim Van Kieu” (Il racconto di Kieu), ove tratta la storia di una ragazza (Kieu per l’appunto) la quale assiste all’incarcerazione del padre e del fratello da parte del dispotico esercito occupante cinese. Sebbene molto legata affettivamente ad un uomo, sceglie la via della prostituzione al fine di poter da una parte liberare i propri parenti e dall’altra predisporre un piano per ottenere il riscatto che desidera. La Lady vendetta del settecento vietnamita inizia un percorso formativo ove introduce tematiche afferenti la liberta’ sessuale e, al contempo, la differenza di genere. Il romanzo inoltre offre una critica spietata del potere costituito e informale (relazione tra i sessi) incitando alla liberazione dall’introiezione del senso del limite in chiave moltitudinaria.
Detto questo posso anna’ a mangia’ il tanto agognato serpente. Ho appena trovato un posto che lo cucina egregiamente. Se domani non mi trovo al cospetto di Dio Bimixin e al suo discepolo Dissenten, vi aggiorno.
Nano Nano
